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Violino

Il violino è uno strumento musicale a corde, composto da quattro corde, accordate ad intervalli di quinta. Si tratta del più piccolo tra i membri della famiglia degli strumenti a corde, capace di riprodurre i toni più alti rispetto agli altri strumenti che sono la viola, il violoncello e il contrabbasso. La corda più bassa (e quindi la nota più bassa ottenibile) è il Sol2 subito sotto il Do centrale (Do3), poi in ordine crescente il Re3, il La3 e il Mi4.


Le partiture per violino utilizzano quasi sempre la chiave di Sol, detta comunemente (chiave di violino).

Chi suona il violino è indicato come violinista.

Colui che costruisce o ripara gli strumenti a corde è il liutaio.

Nei paesi di lingua inglese il violino viene comunemente chiamato fiddle.

Indice

Le parti del violino

Il violino è una scatola in legno cavo costruita con grande accuratezza e precisione sia per quanto riguarda i materiali, sia per le finiture. Ha quattro corde tese su un ponticello che poggia su di una pancia, che funge da cassa armonica e da cui dipende in gran parte la qualità del suono derivante dal violino: il materiale, le forme e la vernice hanno un ruolo importante nella personalità dello strumento. Le corde sono tese da una cordiera e dai piroli tiracorde su di una tastiera. I lati del violino, curiosamente, sono chiamato costole. La pancia è rinforzata da una catena interna che passa verticalmente attraverso lo strumento. I contorni in rilievo sulla superficie del violino sono chiamati filetti.

Alla fine della tastiera, le corde attraversano, il capotasto, un secondo ponte molto piccolo, montato appena sopra alla tastiera. Le corde entrano poi nella paletta o cavigliera o tiracorde, dove loro sono avvolte intorno ai piroli per l'accordatura, che sono montati lateralmente attraverso dei fori molto precisi nella paletta. La punta della paletta è ornata con un ricciolo intagliato nel legno.

Violino: dettaglio del ponticello e delle corde. Immagine da www.sxc.hu
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Violino: dettaglio del ponticello e delle corde. Immagine da www.sxc.hu

Il ponticello del violino ha due funzioni. Prima di tutto, mantiene le corde in una configurazione arcuata, permettendo all'archetto di toccarne un sola. Il ponticello inoltre trasmette le vibrazioni sonore alla cassa armonica, dove vengono amplificate e riflesse per mezzo delle aperture.

Materiali del violino

Generalmente il corpo, la cassa, e la catena (che è un asse di rinforzo nella parte interna) vengono costruiti con l'abete rosso, un legno leggero ma molto resistente. La parte posteriore, le coste, il manico, la paletta, il riccio e il ponticello sono in legno d'acero, un legno duro. La scelta del legno è praticamente la stessa del pianoforte, dove un ponte è attaccato ad una tavola di risonanza in abete rosso, montata su una struttura di legno duro.

The tastiera del violino è fatta di ebano. Alcuni violini molto antichi hanno la tastiera in avorio.

Le corde un tempo erano fatte utilizzando le budella degli animali. Tali stringhe sono ancora utilizzate nelle esecuzioni dove si ricerca la fedeltà nella rappresentazione storica della musica del XVIII secolo o anteriore. Purtroppo hanno una tendenza accentuata a perdere l'accordatura e a rompersi con maggior facilità rispetto alle corde moderne, realizzate in metallo. Le moderne corde del La, Re e Sol sono normalmente dotate di un'anima in metallo (acciaio temprato) circondata da un avvolgimento realizzato sempre in metallo per conferire un maggiore massa all'insieme, così da permettere delle vibrazioni con un tono più basso. La corda del Mi (la più alta, detta il cantino) è sempre costituita da un unico filamento di acciaio. Le corde con un'anima sintetica (avvolte sempre con metallo) sono utilizzate abbastanza frequentemente al giorno d'oggi, dal momento che permettono di unire alcuni dei benefici delle corde di budello, quali una maggiore pastosità del suono e minore effetto metallico, con una maggiore durata e stabilità nell'accordatura.

Tradizionalmente l'archetto è realizzato con crine di cavallo, sebbene molti archetti economici utilizzino ormai materiale sintetico. Il crine deve essere spalmato di frequente con la colofonia per poter provocare quell'attrito necessario a mettere in vibrazione le corde.

Fisica dell'acustica del violino

È noto da molto tempo che lo spessore del legno e le sue proprietà fisiche incidono grandemente sul suono prodotto da uno strumento a corde come il violino. Il suono e la tonalità del violino è determinata da come la pancia e schiena del violino stesso si comportano da un punto di vista acustico, secondo i modi e gli schemi determinati dal fisico tedesco Ernst Chladni. Gli schemi dei nodi (che corrispondo ai punti dove non si ha movimento) prodotti dai granelli di sabbia sparsi sulle placche, mentre queste vibrano a certe frequenze, corrispondono a quello che viene chiamato "schema di Chladni". Questo procedimento di controllo e verifica delle vibrazioni e della risonanza viene utilizzato dai liutai per verificare il lavoro prima di terminare il montaggio dello strumento. Una spiegazione scientifica (http://www.phys.unsw.edu.au/~jw/chladni.html) (in inglese) comprende una dimostrazione sulle proprietà del legno e sui punti dove si formano i nodi, a seconda se le piastre si muovono con i punti terminali o diagonalmente opposti che si sollevano insieme o nelle varie modalità possibili.

Dimensioni del violino

I bambini che imparano il violino di solito utilizzano utilizzano dei violini di dimensioni ridotte, spesso denominati con i valori delle frazioni anglosassoni: quarter, half, three-quarter. Pur avendo le varie parti proporzionalmente più piccole, sono funzionalmente identici ai violini di dimensioni normali.

A volte, la tastiera riporta degli intarsi o dei segni indicanti la diteggiatura; mai però dei capotasti come avviene per la chitarra o altri strumenti a corde. Spesso si utilizzano delle strisce adesive in alcuni punti della tastiera.

Suonare il violino

Il violino viene suonato utilizzando la mano destra per far scorrere l'archetto perpendicolare ad una delle corde, in prossimità del ponticello, mettndo in vibrazione la corda. Il tono è controllato per mezzo della mano sinistra, regolando la lunghezza della parte di corda che viene fatta vibrare con la pressione di un dito sulla tastiera. Inoltre è possibile scegliere una delle quattro corde, in base all'altezza del suono desiderato, semplicemente variando l'inclinazione dell'archetto.

Diteggiatura e posizioni

Il posizionamento delle dita della mano sinistra sulle corde non può far affidamento su aiuti tattili quali ad esempio le barrette che delimitano i tasti su altri strumenti a corda. L'esecutore deve ottenere la posizione ottimale basandosi unicamente sulla propria abilità, altrimenti il suono risultante sarà stonato. I violinisti si esercitano per molte ore, in parte per addestrare le dita a raggiungere automaticamente la posizione corretta, in parte per migliorare l'abilità nel correggere il più rapidamente possibile eventuali scostamenti tra il tono desiderato e quello ottenuto dallo strumento ogni volta che la posizione delle dita della mano sinistra varia.

Le dita sono numerate convenzionalmente dal "primo" (l'indice) al "quarto" (il dito mignolo). Le cifre dall'1 al 4 a volte compaiono sulle partiture per violino, specialmente nelle edizioni a carattere didattico, per indicare quale dito deve essere usato.

Per il principiante, la nota più alta ottenibile sul violino viene realizzata con la pressione del quarto dito sulla corda del Mi cantino, producendo un Si. Tuttavia questa è la nota più alta ottenibile nella cosiddetta prima posizione, che viene insegnata come primo passo ai principianti. Le note ancora più alte si ottengono facendo scorrere il polso della mano sinistra verso il collo del violino (in direzione del viso dell'esecutore) e utilizzando la nuova posizione per la pressione delle dita sulla tastiera. Così, ad esempio, il primo dito sul Mi cantino dà un Fa#, quando la pressione del primo dito dà un Sol abbiamo la seconda posizione. La terza posizione è raggiunta quando il primo dito ottiene un La, e così via. Il limite delle note alte raggiungibili dal violino è determinato in gran parte dall'abilità dell'esecutore. Un buon violinista può facilmente suonare più di due ottave su di una singola corda, e raggiungere un'estensione di quattro ottave con l'intero strumento.

I violinisti spesso cambiano posizione su una corda più bassa, anche se ciò a prima vista sembrerebbe superfluo. Spesso, viene fatto per eseguire un brano che altrimenti richiederebbe un cambio repentino di corde, ma anche per produrre un timbro particolare: una nota viene riprodotta dal violino in modo sensibilmente diverso a seconda di quale corda viene utilizzata per ottenerla.

Corda vuota


Un timbro particolare è quello risultante dal suono della cosiddetta corda vuota, ossia della corda senza che vi si trovi alcun dito della mano sinistra. La corda vuota dà il suono della nota corrispondente (Sol, Re, La, Mi), con una connotazione particolare, derivante dall'assenza dell'azione di smorzamento di un dito e dal fatto che non è possibile l'azione del vibrato (vedi oltre). A parte il Sol2 (che non può essere ottenuto in altro modo), le corde vuote vengono generalmente utilizzate per produrre un effetto particolare.

Un effetto abbastanza singolare che viene ottenuto per mezzo della corda vuota è il barriolage. Per realizzarlo, il violinista esegue la stessa nota di una delle corde vuote (necessariamente il Re, il La o il Mi) sulla corda immediatamente più bassa, quindi sposta l'archetto con un movimento rapido ondeggiante, a mo' di serpente, provocando alternativamente la vibrazione della corda vuota e di quella che riporta la pressione del dito della mano sinistra. Il suono ottenuto ha la stessa altezza, ma il timbro di una corda aperta rispetto a quella dove si trova il dito è diverso, inoltre si verifica il fenomeno dei battimenti. Il barriolage era un accorgimento particolarmente utilizzato da Franz Joseph Haydn, che lo ha impiegato, ad esempio nel suo quartetto di violini Opera 50 no. 6, e nella Sinfonia n. 45 "Farewell".

Il suono simultaneo di due corde aperte (raddoppio, vedi oltre) produce a suono simile a quello della cornamusa, spesso utilizzato dai compositori nella musica folk.

Raddoppio

Il raddoppio, in inglese double-stop è ottenuto suonando due corde simultaneamente, eseguendo quindi un accordo. Per realizzare un raddoppio è necessaria una grande coordinazione di movimenti e un'elevata precisione nella posizione della mano sinistra e della relativa diteggiatura: l'azione di più di un dito della mano sinistra richiede uno sforzo maggiore e grande esattezza per evitare di produrre un suono stonato. A volte è necessario spostarsi su una posizione più alta, per poter posizionare correttamente le dita sulle corde. Il raddoppio è possibile anche su tre o su tutte e quattro le corde, ed è detto dagli inglesi triple o quadruple stopping, che chiamano queste tecniche, collettivamente, multiple stopping.

Pizzicato

Quando nella partitura viene indicato pizzicato sopra una o più note, il violinista non utilizza l'archetto ma pizzica la corda col dito della mano destra, sollevandola e lasciandola d'un tratto. Il pizzicato comporta l'ottenimento di un suono ben diverso da quello prodotto con l'archetto, breve e rapido, non sostenuto. Nella partitura, il ritorno all'uso dell'archetto viene indicato con la parola arco.

Vibrato

Il Vibrato è un accorgimento utilizzato molto comunemente dai violinisti e consiste nella variazione di tono molto rapida ma alquanto contenuta. Ciò viene ottenuto spostando il dito che preme sulla corda leggermente in avanti e indietro lungo la direzione della tastiera. Il Vibrato spesso viene percepito come un suono più commovente, ed è stato largamente impiegato nella musica del periodo del romanticismo. Ci sono diversi stili nell'esecuzione del vibrato, iniziando dall'uso delle sole dita, o utilizzando il polso, o in alcuni casi con il movimento dell'intero avanbraccio. Ciascuna tecnica produce un effetto diverso ed è prediletta da diversi esecutori anche in base allo stile o alla musica. Alcuni generi musicali richiedono un uso limitato del vibrato, se non addirittura lo escludono del tutto.

Spesso si pensa che il vibrato possa in qualche modo nascondere una leggera stonatura della nota, dal momento che se il tono varia leggermente l'orecchio umano non dovrebbe afferrare eventuali imprecisioni. In realtà alcune ricerche a carattere sperimentale hanno dimostrato (http://lib.hut.fi/Diss/2003/isbn9512263149/article5.pdf) che le cose non stanno così. L'orecchio umano riconosce la frequenza media di una nota eseguita con il vibrato con la stessa precisione con cui riconosce il tono di una nota ferma. Non è detto che i risultati ottenuti in condizioni sperimentali siano sempre del ctutto compatibili con quanto risulta nelle esecuzioni dal vivo, l'effetto del vibrato quando i tempi sono rapidi, può comunque mascherare alcune imperfezioni nella posizione e quindi nel tono delle singole note. Queste considerazioni hanno una certa importanza nell'ambito dell'insegnamento, che ora mette in guardia l'allievo del fatto che le note stonate non necessariamente vengono nascoste con il vibrato. Del resto, il vibrato viene insegnato come qualcosa di necessario e dato per assunto a meno che la notazione musica non richieda espressamente il contrario.

Armoniche

Le armoniche possono essere create toccando la corda con un dito, senza premere sulla tastiera. Il risultato è un tono più alto, dal momento che la presenza del dito blocca la fondamentale della corda; per questo la corda deve essere toccata esattamente in uno dei nodi, una divisione esatta della corda stessa. Per esempio, a metà esatta, o un terzo: quando il dito tocca il nodo in uno di questi punti la corda vibra in modo diverso, in questi due esempi, rispettivamente, nelle due metà uguali e nelle due suddivisioni di un terzo e due terzi in cui si divide, risultando in un suono più alto di un'ottava nel primo caso e i due suoni distanti una quinta nell'altro caso.

Le armoniche sono segnate nella partitura con un piccolo cerchietto sopra la nota, che determina il tono dell'armonica stessa. Esistono due tipi di armoniche, quelle naturali e quelle artificiali.

Le armoniche naturali sono del tipo descritto nel primo paragrafo, si ottengono semplicemente toccando la corda con un dito in un punto nodale. Questa tecnica è relativamente facile, quindi adatta sia ai principianti, sia agli studenti di livello intermedio.

Le armoniche artificiali, invece, sono molto più difficili da ottenere, normalmente sono alla partata soltanto dei violinisti che hanno già raggiunto un buon livello di padronanza con lo strumento e con questa tecnica in particolare. Questo metodo di realizzazione dell'armonica prevede che un dito prema normalmente la corda in un certo punto, per esempio la corda del Re per ottenere un "Mi", con un altro dito che tocchi la corda una quarta più in alto, in questo caso sulla posizione della nota "La". Quando il violinista preme la corda in un punto e la tocca leggermente con il quarto dito nella maniera descritta, viene toccato il nodo che si trova ad un quarto della lunghezza della parte della corda che vibra, provocando la vibrazione della corda in quattro parti, producendo un suono due ottave più in alto della note che viene suonata (nel caso descritto un "Mi"). La distanza tra le due dita deve essere assolutamente precisa, altrimenti l'armonica non suona. Inoltre, anche la pressione dell'archetto, oltre a quella delle due dita deve essere esattamente calibrata, pena la perdita dell'armonica. Questo è il motivo della maggiore difficoltà della realizzazione delle armoniche artificiali rispetto a quelle naturali.

La notazione musicale delle armoniche artificiali utilizza di norma due note sulla stessa astina: la nota più bassa utilizza una nota normale che indica dove la corda viene tenuta premuta con il primo dito, mentre la nota più alta utilizza una nota a forma di diamante, che indica la posizione dove la corda viene leggermente toccata con il quarto dito.

Brani assai elaborati con l'utilizzo delle armoniche artificiali si trovano nelle composizioni di tipo virtuosistico per violino, specialmente del XIX secolo e dell'inizio del XX.

Il muto

Il tono del violino può anche essere alterato per mezzo del "muto", un piccolo inserto in gomma che può essere attaccato al ponticello, di solito in mezzo alle due corde del Re e del La. Smorzando le vibrazioni del ponticello stesso, provoca l'emissione di un suono più dolce e delicato, con minori armoniche sopra ogni nota che viene suonata. Viene spesso utilizzato anche per far pratica con un suono di volume più basso, ma anche nelle esecuzioni, dove sia richiesto un suono più smorzato.

Tecnica dell'archetto

Il violino emette un suono più forte quando l'esecutore sposta l'archetto più velocemente o esercita una maggiore pressione sulla corda. I due metodi non sono equivalenti, dal momento che producono suoni con timbri diversi: la pressione sulle corde tende a provocare un suono più aspro e più intenso.

Anche la posizione in cui l'archetto mette in vibrazione la corda influenza molto il timbro. Suonando vicino al ponticello (sul ponticello nella partitura) si ottiene un suono più intenso del solito, con un'enfasi sulle armoniche più alte; suonando invece spostandosi con l'archetto verso la parte opposta, in direzione del manico, fino al limite o sopra la tastiera (sul tasto) produce un suono più etereo e delicato, con un'enfasi sulla fondamentale.

Saltuariamente le corde possono essere percosse con la parte posteriore dell'archetto (col legno). Ciò produce un suono più percussivo, molto d'effetto quando realizzato dall'intera sezione orchestrale dei violini, dal momento che il volume ottenuto è molto basso.

Una seconda tecnica percussiva, più moderna, è chiamata "chop": in questo caso i crini vicini alla parte bassa dell'archetto colpiscono le corde. È utilizzata da alcuni musicisti jazz, tra cui il Turtle Island String Quartet.

Accordatura

Il violino viene accordato ruotando i piroli nella paletta, dal momento che le corde sono avvolte intorno ad essi ed il loro movimento aumenta o diminuisce la tensione. La corda con del La viene accordata per prima, generalmente a 440 Hz (vedi tono), utilizzando un corista o un diapason. Le altre corde vengono accordate in base alla prima, ad intervalli di quinta, utilizzando la tecnica del raddoppio. Alcuni violini inoltre hanno delle regolazioni fini che permettono di agire sulla tensione della corda per mezzo di una demoltiplica. Questo tipo di accordatura è normalmente più semplice di quanto non lo sia l'uso dei piroli, quindi viene utilizzato per i giovani e per la strumentazione didattica in genere. In genere le demoltipliche funzionano meglio e sono più utili per le corde in metallo, dal momento che la tensione è più alta. Su molti violini questo ausilio viene utilizzato solo per il cantino.

Spesso delle piccole modifiche all'accordatura vengono fatte tirando una corda con la mano.

L'accordatura Sol-Re-La-Mi è utilizzata per la stragrande maggioranza dei violini, tuttavia esistono altri sistemi che vengono impiegati occasionalmente, per esempio accordando la quarta corda in La, sia nella musica classica (dove questa tecnica è nota come scordatura) sia in alcuni stili folk.

Manutenzione

Ciascun violinista porta con sé le corde di riserva, per sostituirle nel caso in cui una si rompa. È necessario avere il ricambio di tutte le quattro corde, dal momento che le dimensioni differiscono, essendo più spesse le corde corrispondenti alle note più gravi. Anche se le corde non si rompono, normalmente è opportuno sostituirle a distanza di un anno. Il costo delle corde varia, così come la qualità della corda influenza il timbro del suono prodotto dallo strumento.

Si dice che Niccolò Paganini indebolisse di proposito alcune delle corde del suo violino, per far sì che si rompessero durante l'esibizione. A quel punto, continuava a suonare il resto del brano sulle corde rimanenti, a volte andando con la mano sinistra in posizioni molto alte sulla tastiera, in modo da impressionare il suo uditorio.

Man mano che si suona il violino, l'archetto tende a perde dei crini, rendendone necessario on controllo periodico. Si può inoltre agire sulla tensione per mezzo di una vite sul nasetto, che è la parte terminale dell'archetto.

Il violino di per sé non richiede manutenzione, ma dovrebbe ogni tanto essere controllato da un tecnico e pulito con delicatezza. Inoltre, le parti in legno non verniciato, quali l'ebano della tastiera o il legno sul collo, dovrebbero ogni tanto essere strofinati con un panno morbido bagnato con l'alcool per eliminare le tracce di polvere e sporco.

La storia del violino

Il violino probabilmente è comparso in Italia agli inizi del XVI secolo, quando i musicisti iniziarono a suonare il liuto con l'arco utilizzato nel rebab per la musica di origine araba.

Il violino nella musica classica

A partire dal periodo Barocco, il violino è stato uno degli strumenti musicali più importanti nella musica classica, per diverse ragioni. Il tono del violino emerge chiaramente al di sopra degli altri strumenti, facendone la voce ideale per portare la melodia o sorreggere il canto. Nelle mani di un buon violinista, si comporta in maniera estremamente agile, potendo eseguire rapidamente delle sequenze di note altrimenti molto difficili da riprodurre con altri mezzi. Inoltre il virtuosismo nel violino è di grande effetto (il suo solo rivale da un punto di vista di effetto e di tecnica è il pianoforte), e quindi i violinisti più dotati hanno affascinato il loro pubblico fin dal XVII secolo.

Il violino è anche considerato uno strumento dotato di grande espressività, spesso persino ritenuto capace di avvicinarsi alla voce umana, probabilmente per le grandi possibilità offerte dal vibrato e per la capacità di intervenire con variazioni anche minime sul tono e sul timbro del suono risultante.

I violini costituiscono una gran parte di un orchestra, vengono normalmente suddivisi in due sezioni, dette primi e secondi violini. I compositori spesso assegnano la linea del canto ai vilini primi, che spesso sono chiamati a suonare musica con maggiore contenuto tecnico, mentre i violini secondi normalmente suonano l'accompagnamento. Un quartetto di violini allo stesso modo, ha generalmente parti per primi e secondi violini, a cui vanno aggiunti una viola e uno strumento più basso, come il violoncello o il contrabasso.

Il violino nella musica popolare

Analogamente a molti altri strumenti utilizzati per la musica classica, il violino discende da lontani parenti, più rozzi nella forma, che venivano utilizzati con lo scopo di suonare della musica popolare. In seguito ad un perdio di forte sviluppo nell'ultima parte del Rinascimento, principalmente in Italia, il violino migliorò, sia in termini di volume, sia di tono, sia di agilità nell'esecuzione, fino al punto di diventare uno strumento molto importante nell'espressione musicale, rimanendo al tempo stesso di piacevole utilizzo anche da parte di molti esecutori per la musica popolare.

Fiddle

Quando viene utilizzato nella musica popolare, il violino nei paesi di lingua anglosassone viene generalmente denominato fiddle.

Le differenze tra i violini classici e quelli per la musica popolare sussistono solo in America: a volte il ponticello è meno incurvato, così da rendere più semplice suonare degli accordi.

Molti musicisti convengono che la differenza tecnica tra un violino un fiddle è il ponticello. I violinisti classici preferiscono un ponticello arrotondanto, per poter articolare più facilmente le note, garantendo che rimangano staccate e abbiano la massima chiarezza possibile. I fiddler, suonatori del fiddle, spesso preferiscono ponticelli di forma meno arcuata, quasi piatti, così da poter suonare con maggior facilità raddoppi e interi accordi, anche se spesso in pratica, la maggior parte degli strimenti è comunque costruita con un ponticello arrotondato per garantire più spazio anche alla forma della tastiera.

Storicamente, il termine fiddle si riferiva al predecessore del violino attuale. Come il violino era dotato di 4 corde, ma veniva prodotto in una grande varietà di forme e di dimensioni. Un'altra serie di strumenti che ha contribuito non poco allo sviluppo del violino moderno è stata la viola, che veniva suonata trattenendola tra le gambe ed era dotata di una tastiera con dei tasti veri e propri (fret).

Virtuosi

Vedi violinisti.

Strumenti correlati

Per strumenti, vedi Strumenti a corda.

Bibliografia

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