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Si chiama ladino anche la lingua, scritta in caratteri ebraici ma basata sullo spagnolo del XV secolo, parlata dagli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492 e diffusa tra gli ebrei sefarditi nel bacino del Mediterraneo e, in seguito alle emigrazioni, nelle Americhe. È detta anche giudeo-spagnolo.
Il ladino è un gruppo di dialetti neolatini uniti da strette affinità e parlati da circa 700.000 persone nella parte orientale dell'arco alpino. Il termine ladino, originariamente diffuso nell'alta val Badia, è usato, attualmente, per disegnare un gruppo di dialetti affini al friulano parlati nell'area dolomitica. Si può fare riferimento a popolazioni noriche (celto-romane) profughe nel 5° sec. dal Norico Mediterraneo a seguito dell'insediamento dei Rugi e, in seguito, ai massacri avaro-slavi. Le popolazioni originarie breone (celto-romane) e immigrate, vennero designate welsch dai bavari in contrapposizione ai windisch (slavoni), mentre esse si definivano latine (in dialetto ladin) perchè non-germane e non-slave. Il termine si diffuse (seconda metà del 18° sec.) negli ambienti tedeschi come ladinischer per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo, mentre le popolazioni soggette storicamente a Venezia non hanno mai accettato il termine, per i significati sottesi di filo-asburgicismo, per cui negli ambienti italiani si è giunti a un compromesso (ladino-dolomitici).
Il ladino ha tratti in comune con le lingue romanze occidentali, p.es. la lenizione - talvolta fino alla scomparsa - delle intervocaliche (latinu > ladin) e il plurale in -s anzichè in -i, -e, ma a volte se ne discosta (la c dinanzi a e e i non passa a [ts] > [s] ma diventa [tš] come nel gruppo orientale (italiano centro-meridionale, romeno) (romanice > rumantsch [ru'mantš]).
L'originaria classificazione raggruppava i dialetti in un sistema reto-romancio (accolto anche
dall'Enciclopedia Britannica) a sua volta suddiviso in tre gruppi (romancio nei Grigioni, ladino nel Tirolo, Friulano nella
Venetia orientale), classificazione che risentiva da alcuni interessi economici e politici pangermanici: i dialetti nelle
Dolomiti erano classificati come Lombardo-Ladini e come Veneto-Ladini; attualmente si deve parlare di un sistema
romancio costituito dal grigione e dal romancio proprio e di un sistema
friulano costuito dal friulano-patriarchino (Friulano orientale) e dal ladino-dolomitico (Friulano
occidentale):
Non può essere classificato ladino, in base alle attuali conoscenze filologiche. Si divide in:
a) gruppo regionale Grigione (Grischun):
b) gruppo regionale Romancio:
a) area occidentale (di transizione al lombardo-orientale):
b) area centrale (di transizione al veneto-alpino):
c) area orientale (di transizione al veneto-alpino e in parte al carniollo):
I dialetti occidentali risentono di stanziamenti celti (breoni) e dal confinare coi dialetti lombardi (trentino), i dialetti centro-orientali da stanziamenti reto-veneti e dal confinare coi dialetti veneti (feltrino, bellunese) e friulani (carniollo).
Recentemente è stato concluso il progetto SPELL che mira alla creazione di una lingua
ladina standard.
Un esempio di ladino. Un popolare proverbio grigionese:
Un esempio di una legenda in ladin dolomitan / standard:
Duc i Ladins sá che l lé (o lech) dl ergabuan é l Lé de Careza. Chest é conesciú lonc y lerch per si biei colours che muda demeztroi dal vert-fresch al cuecen-scarlat, y dal blé dl ciel al ghel-or; per chesta mudazion de colours él vegnú batié "Lé dl Ergabuan", dai colours dla irida/cogola dl uedl. An conta che chel lé fova n iade abité da na "gana" che ova l corp da pesc y l cef da persona, desche an se imaginova da zacan na ninfa. N salvan che abitova te cheles selves, che scluj ite chest pice lé desche na perla, se ova inamoré da perde l cef te chesta bela muta-ninfa; ma dut debant! Per la tré a se, se ova l salvan pensé de fé n gran ergabuan con i colours plu biei che se destenova fora da la piza dl Latemar enfin ju tl lech; ma la ninfa ne se ova empone lascé pié. Dal gran senn, l Salvan, che ova fat con tant de fadia sie beliscim laour, ova n dí tout l ergabuan, l ova desfat en tant de fruzies y l ova spo sciulé tl lech. Da chel moment á l lé giaté duc chi biei colours che al à enfin aldidancuei.


