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Fuga

La fuga è una forma musicale, relativa alla musica classica per qualsiasi strumento musicale, più comune per quelli a tasti, ma diffusa anche per violino, basata sul contrappunto.

La fuga inizia generalemente con un tema, chiamato argomento, che costituisce l'esordio del pezzo, generalmente per strumento solista. Dopo alcune misure, l'argomento ricompare in un'altra voce, con il tono della dominante, come risposta, mentre la prima voce prolunga l'argomento in un contro-argomento.

Seguono poi alcune misure di divertimento, poi inizia una terza voce che suona l'argomento all'ottava, superiore o inferiore, argomento che a sua volta chiama una nuova risposta, all'ottava della dominante, in una quarta voce, ecc. una volta che tutte le voci sono entrate, in generale quattro, il compositore interviene sull'argomento e sulla risposta, con variazioni più o meno complesse che portano a volte ad altri temi... La fuga è composta in generale da quattro parti. Si conclude "stringendo", e cioè avvicinando le entrate delle diverse voci in modo tale che si abbia l'impressione di un magnifico e maestoso "gran finale".

(BWV895,2 - elaborato da Zerioughfe)

Un solo tema sottende in generale, durante tutta la composizione, allo stesso tempo assicurando l'unità ma permettendo una grande diversità. Le regole di composizione sono da una parte molto rigorose, ma la fuga autorizza una grande agilità strutturale e contrappuntistica.

Alcuni compositori hanno scritto delle fughe doppie o addirittura triplici, utilizzando parecchi temi in contrappunto, tra questi Johann Sebastian Bach e Mattheson.

Sebbene Bach non abbia inventato questa forma di composizione, ha esplorato con un raro genio pressochè tutte le tecniche della fuga e del contrappunto, particolarmente nella sua opera testamentaria L'Arte della Fuga, così come nel Clavicembalo ben temperato. Egli utilizza dei temi a gambero, che si ritrovano al rovescio esattamente come al dritto, scrive delle fughe a parecchi argomenti, delle fughe a specchio, dove le note sono simmetriche rispetto ad una nota del tema, delle fughe per aumento o diminuzione, dove i temi si combinano tra loro stessi a velocità diverse. L'influenza del suo lavoro, immenso, si avvertirà solamente a partire dalle opere tardive di Mozart. Non è facile comprendere di primo acchitto come, con delle regole tanto rigorose, Bach sia riuscito a scrivere della musica così sensibile.

I romantici utilizzeranno la fuga a modo loro, incorporandola nelle proprie opere senza farne un genere. Alcuni però non mancheranno di rendere omaggio a Bach facendo proprio il tema sulle note B-A-C-H che si trova nella parte finale dell'Arte della Fuga.

La tecnica della fuga è stata utilizzata anche in numerose composizioni, senza costituire necessariamente l'insieme dell'opera, in questo caso si parla di passaggio fugué, di fugato.

La fuga è una forma musicale che può essere eseguita su qualsiasi strumento o in orchestra. Tuttavia, le più conosciute erano destinate agli strumenti a tastiera, e forniscono un'ampia gamma di scelta interpretative all'esecutore, sia su organo, sia su clavicembalo: su questi strumenti il contrappunto è più sensibile. Tuttavia Bach ha scritto un'ammirevole fuga per violino solo (BWV.1005,2), che è una sfida al carattere monodico dello strumento.





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